Acque Bresciane investe all’insegna della sostenibilità

Territori, ambiente, energia, persone, sostenibilità, sicurezza, innovazione, futuro. Sono alcune delle parole chiave emerse durante la presentazione del bilancio di sostenibilità di Acque Bresciane, il primo, tenutosi all’Università degli studi di Brescia, simbolicamente ma anche tecnicamente presente nell’elaborazione del documento (tramite un assegnista di ricerca) a supporto di un team di lavoro con a capo Giovanni Gardini, responsabile HR della società, Francesco Esposto, Sonia Bozza, Emiliano Preziosa, Laura Ranghetti.

Obiettivo: restituire pubblicamente l’impegno della società verso le tematiche ambientali, sociali ed economiche e al contempo fare in modo che il tutto fosse percepito come valore aggiunto nei confronti dei dipendenti, stakeholders e cittadini. Un processo di elaborazione e raccolta dati iniziata nei primi mesi del 2018 e che ha permesso di raggiungere alcuni risultati di concreti come ad esempio una migliore esplicitazione degli obiettivi aziendali, la redazione della carta dei valori, una definizione condivisa di mission e vision della società, e non in ultimo una significativa dimensione gestionale. Ad oggi la società registra 70 milioni di fatturato, 241 dipendenti, 3500 km di rete acquedotti, 89 Comuni in gestione (per circa 500.000 Abitanti) e 244 Segmenti (75 acquedotto, 83 fognatura, 86 depurazione). Numeri che vogliono rappresentare le attività della società non solo in termini quantitativi, ma anche in termini qualitativi soprattutto nel raffronto costante con le singole comunità e dunque con i cittadini. In questo senso è interessante riprendere alcuni dati presenti nel report che certificano alti livelli di customer satisfaction rispetto alla media nazionale. Due dati esemplificativi: 98% di feedback positivi in merito alla domanda di ascolto e accoglimento delle richieste (95% la media nazionale),  98,5% di feedback positivi circa la professionalità e competenza del personale (94,9% la media nazionale). A ciò si aggiunga l’intensa attività educativa promossa, a titolo gratuito, dalla società per e nelle scuole attestando, a dicembre del 2017, il coinvolgimento di oltre 1000 studenti, 6 visite agli impianti e il consolidarsi delle collaborazioni Universitarie.

A fronte di tale ricchezza di dettagli, il report di sostenibilità 2017 (dati al 31 dicembre) è stato redatto in due versioni  e seguendo quattro principali dimensioni:

  1. Dimensione ambientale

Ecco alcuni “segmenti” indicativi circa l’impatto ambientale di Acque Bresciane:

Acquedotto-   i sistemi idropotabili di Acque bresciane si approvvigionano da diverse tipologie di fonti: sorgenti nella zona montuosa e collinare, falda nella zona di pianura e prese a lago. L’acqua a fine 2017 viene distribuita agli utenti attraverso un articolato e capillare sistema: 111 serbatoi, 58 stazioni di rilancio, 2193 km di reti e con un constante monitoraggio sia nei puto prelievo che nei punti rappresentativi della rete di distribuzione con frequenza superiore rispetto a quanto stabilito dal DlLgs 31/2001.

Fognatura- La rete fognaria prevalentemente di tipo misto (59%) è il sistema che consente di raccogliere e collettare i reflui prodotti dalle utenze domestiche, da quelle assimilate, dalle industriali e le acque meteoriche agli impianti di depurazione. Essa si dirama sull’intero territorio per circa 1500 km.

Consumo energetico- si è attestato intorno ai 23.700 MWh. L’obiettivo di Acque Bresciane sarà quello di efficentare ulteriormente i processi.

  1. Dimensione sociale

Nel rispetto dei propri valori fondanti Acque Bresciane ha attivato già dal 2017 un Piano Welfare aziendale orientato alla conversione dei premi di risultato, flessibilità di orari, part time, conciliazione famigliare, oltre alle iniziative in tema di salute e attività fisica.  Un altro aspetto importante è rappresentato dal livello di sicurezza e formazione del personale. L’accreditamento all’albo Regionale degli operatori per l’erogazione di formazione professionale ha infatti permesso di indire buona parte dei corsi dell’area sicurezza fornendoli internamente, per un totale di 410 Ore.

  1. Dimensione economica

Acque bresciane nel 2017 ha reinvestito il 6,7 % del valore aggiunto netto generato restituendo il 93,3% agli stakeholder. Il piano quadriennale 2016-2019 prevede un monte investimenti complessivo di circa 58 milioni di Euro, di cui 36 dedicati al settore fognatura e depurazione e 22 milioni per il settore acquedotto. Numeri significativi che si traducono in un investimento pari a 48 euro all’anno per abitante, rispetto ad un valore medio nel nord Italia di circa 33 euro.

16 i progetti infrastrutturali dettagliati nel bilancio tra i quali si segnala:

  • ampliamento depuratore di Paratico (investimento complessivo di 8 milioni);
  • ampliamento depuratore di Palazzolo sull’Oglio (investimento complessivo di 2,8 milioni)
  • ampliamento depuratore di Flero (investimento complessivo di 1,4 milioni)

e una serie di interventi fognatura e depurazione per un ammontare totale di ulteriori 3 milioni di euro (Rovato, Villachiara, Borgo San Giacomo, Lago d’Iseo).

  1. dimensione futura

Acque Bresciane, in un’ottica di sviluppo e attenzione alla sostenibilità, sottolinea anche in questo report 2017 l’impegno a perseguire importanti obiettivi, tra cui:

  • ampliare il numero di comuni gestiti
  • sviluppare e migliorare l’accesso alle informazioni di carattere istituzionale e di servizio
  • migliorare la qualità dell’acqua resa all’ambiente e ridurre le perdite di sistema acquedottistico
  • implementare il sistema di Telecontrollo, estendere la gestione della rete cartografica WEbGis, individuare migliori tecnologie (smart metering) nell’applicazione di misuratori di utenza.

 

L’occasione è stata utile anche per affrontare il tema della sostenibilità ambientale insieme a Luigi Ferrata di ASVIS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile il quale ha posto l’attenzione su sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: “il Goal 6, che garantisce acqua pulita e servizi igienico sanitari, è uno dei più importanti e trasversali. In Italia la situazione è di stallo perché non si è ancora visto un necessario cambio di passo. Sarebbe auspicabile giungere all’approvazione definitiva del disegno di legge sui principi  per la tutela, governo e gestione pubblica delle acque approvato in prima lettura nella scorsa legislatura. Il disegno di legge garantirebbe il diritto all’acqua per ogni individuo e stanzierebbe dei fondi per l’acqua nei paesi in via di sviluppo

 

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