La Delusione. A cura di Eliana Vinciguerra

A volte facciamo tante cose, le facciamo cosi tanto per farle, e quasi non ce ne importa niente o non le consideriamo abbastanza. Poi solo quando accade qualcosa, anche se di brutto, ce ne rendiamo realmente conto.

 

E da questa delusione nasce improvvisamente la consapevolezza, poi forza, rabbia, voglia di migliorare, di confrontarsi, di far vedere a chi ti ha deluso che ha sbagliato, che ha torto, che “mi dispiace ma è troppo tardi”In generale si idealizza sempre troppo la situazione, ci si crea sempre delle attese esagerate. Ho notato che succede quasi sempre,poi con la ragione mi dico “no hai esagerato, immagina una cosa più realista” e allora a poco a poco l’ idealizzazione scompare,lasciando posto alla consapevolezza di ciò che è stato e che poteva essere.Vedo la delusione come un dispiacere per qualche attesa che viene a mancare, come un sogno non realizzato o una speranza sfumata,un qualcosa in cui si era creduto e non è stato. La delusione può provenire da una persona sulla quale si era fatto affidamento, per esempio nel campo dell’ amore o dell’ amicizia, ma può essere procurata anche da un successo della vita in cui si sperava tanto e che invece ha lasciato una profonda amarezza.

 

Credo però che non ci si debba lasciar abbattere completamente dalle delusioni che la vita può dare. Dopo una sconfitta sarebbe utile, ai fini del proprio benessere interiore, cercare con tutte le forze di reagire, rialzarsi e proseguire il cammino continuando a sperare perché, come si suol dire, “si può perdere una battaglia, ma non la guerra”.La delusione per me è credere di poter volare tanto in alto da poter sentire con la pelle il calore del sole, illudersi di essere arrivati tanto in altro da non poter fare altro che salire ancora, essere finalmente sicuri che le correnti che mi hanno spinto tanto in alto non mancheranno mai, che mi sosterrano finchè ne avrò la forza e poi scorpire che non sono mai andata oltre la luce di un piccolo lampione stradale, sospinta da niente più che una lieve e malinconica brezza e quindi ruzzolare a terra, senza sole, senza spinta, ancora sola.

 

La delusione è toccare il cielo con un dito, crederci fino a farsi male, fino a lasciare che un istante di gioia ti ricolmi come fuoco e poi scoprire che quel fuoco ti consuma, ti divora, lasciandoti privo di ogni forza. La delusione in me, ha acquisito nel tempo un valore sempre più diverso e consapevole, da quello che le davo tanti anni fa. La delusione può essere cocente o meno dolorosa, ma quando inizia a scavare dentro di te può essere deleteria. Con essa non riesci a guardare tutte le possibilità che ci sono per recuperare, nè ti permette di capire che molte volte colui/lei che delude è più deluso della vittima stessa. Quando succede qualcosa che ci ferisce o che ci fa star male, è facile, fin troppo semplice, cadere nella delusione.Ti privi della possibilità di capire meglio le cose come stanno e permetti all’irrimediabile di trovare casa dentro di te. Ma se vuoi davvero bene a qualcuno, e questo sbaglia paurosamente o senza volere o con intenzione di causa mi dici a cosa serve rimanere mogi su se stessi a rimuginare sul perchè e sul per cosa è successo?

 

La delusione è anche l’anticamera dell’orgoglio umano, perchè il deluso se poi reagisce vendicandosi, si giustifica perchè ha ricevuto prima. Ma la vita mi ha insegnato a non imitare chi sbaglia e di provarci a recuperare e a fare in modo che questa delusione lasci il passo al perdono e alle buone intenzioni. Perchè oggi puoi sbagliare tu e domani posso farlo io. Nessuno è perfetto, chiedere perdono è fondamentale ma se questo proprio non accade, mettere da parte la delusione lo stesso ed essere un esempio migliore per gli altri. “L’amaro in bocca” deve servire a farci riflettere un pò in quanto a volte non sempre sono procurate dagli altri, e poi vanno comunque accetttate, riposte nel bagaglio personale e tenerle a memoria per la prossima occasione. L’ amaro,in genere, è difficile da togliere come sapore.La delusione lo porta con sè sicuramente e penso che l’unico rimedio sia quello di sciacquarne via al più presto ogni traccia , fermarsi a ragionare sforzandosi di prendere atto delle situazioni,elaborarle,sfogarsi in maniera programmata e ben mirata (non contro l’altro ma contro cuscini o con attività liberatorie costruttive ), rielaborale , guardare alla parte piena del bicchiere ed inventare poi nuove prospettive,lasciando andare quel problema e non fissando più l’attenzione su quell’ emozione che ,in caso contrario,potrebbe divenire non solo un ‘amaro in bocca ma trasformarsi in un NODO che non si riesce più a sciogliere.

 

La vita è prova ma anche reazione, delusione e successi, sconforto e consolazione,tutti compagni di viaggio che ognuno di noi conosce e con i quali deve convivere, senza mai rassegnarsi. Esiste anche la prevenzione (attuabile qualche volta !!) : non farsi illusioni troppo grosse ma prendere solo quello che gli altri ci possono dare realmente,riportando a terra le immagini troppo mitizzate. Penso che momenti di delusione, amarezza o scoraggiamento siano “patrimonio” di tutti, lungo l’arco della vita; quanto mi preme però sottolineare, è non lasciare che la delusione e l’amarezza prendano la via dell’isolamento, del mettere il muso, del risentimento continuo. Sarebbe un chiudersi in sé stessi, senza via di sbocco. Poi sono inconsolabili le delusioni sia d’ amore che d’ amicizia,io cerco comunque di continuare a vivere facendo quello che facevo prima della delusione,anche se ogni tanto come una spada che mi trafigge sento il dolore lancinante riportarmi alla luce il dolore del cuore,ma continuo a vivere come facevo prima pensando che un bel giorno passerà.Avanti! il mio motto, nonostante tutto. Le difficoltà e le delusioni si superano “lasciandole indietro” e continuando a relazionarci e a progettare.

 

Abbiamo la tendenza a rimuovere o risolvere i problemi il più presto possibile, illico et immediate, dicevano i latini. La vita purtroppo è maestra di tempi lunghi,non sempre soddisfa i nostri desideri, ma con il tempo, se manteniamo fede ai nostri valori, ci darà ragione. La vita è prova ma anche reazione, delusione e successi, sconforto e consolazione,tutti compagni di viaggio che ognuno di noi conosce e con i quali deve convivere, senza mai rassegnarsi. Disillusione è sinonimo di delusione, insuccesso, fallimento, sconforto, sconfitta e non di rassegnazione; questa non deve mai mettere radici nel nostro animo, anche se le delusioni fan soffrire. L’amore però può rimarginare ferite che sanguinano. Occorre considerare l’eventuale episodio oggetto della delusione come fine a sè stesso e non in rapporto a noi; come quindi “uno” degli episodi della vita che magari, visto poi a distanza di tempo, si rivela addirittura positivo. Eh sì, perchè ogni evento negativo ci fa ragionare e ritornare sui nostri passi, per vedere dove abbiamo sbagliato o dove han sbagliato quanti a noi legati da affetto. Nel caso la delusione arrivi per altri motivi, anche se ci eravamo impegnati al massimo, bisogna accettare la sconfitta, consapevoli dei nostri limiti umani; e non farci trascinare da polemiche e rivalse, che spesso ci portano via tempo e soldi, reiterando l’insuccesso all’infinito. Eliana Vinciguerra

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